Nino Buonocore è nato a Napoli il 26 luglio 1958. Artisticamente, muove i suoi primi passi alla metà degli anni ’70, quando inizia a lavorare come turnista nelle sale d’incisione. Giovanissimo, incide i primi due 45 giri, tra il 1976 ed il 1977 (“Io e te” e “In vestaglia”), con il nome d’arte Adelmo Ferrari. La prima incisione in cui compare il nome di Nino Buonocore è il 45 giri del 1978, inciso per la Fonia Records, e contiene curiosamente due canzoni in napoletano (“‘Nnamurato” e “‘Mbechera”).
Viene immediatamente notato per il suo talento dalla RCA, che nel 1979 lo mette sotto contratto e gli fa incidere il primo 45 giri (“Due per due”/”Amico coccodrillo”) con la “Easy” di Claudio Mattone che, di fatto, diviene il suo primissimo produttore. Segue il Q-disc “Acida”, del 1980, dove emerge una vena rock-wave. Una delle quattro canzoni (“Se”), diviene sigla di un telefilm culto degli anni ’80: “L’uomo da sei milioni di dollari”.
Inizia la collaborazione con il musicista e produttore Simon Boswell, che porta Nino a Londra a registrare il suo primo Lp, dal titolo “Yaya” (1982), con il gruppo dei “Live Wire” (tutti eccellenti musicisti, tra cui Jeremy Meek e Chris Whitten, che lo accompagneranno anche per i successivi due dischi). Con l’omonimo singolo partecipa al “Festivalbar” e a varie trasmissioni televisive.
All’inizio del 1983, Nino è per la prima volta al “Festival di Sanremo”, tra i giovani, con la canzone “Nuovo amore”, che nulla concede alla manifestazione e che sarà molto apprezzata dalla critica e dalle radio. Contemporaneamente inizia la realizzazione del secondo Lp, intitolato “Nino in copertina”: tra le canzoni, oltre alla citata “Nuovo amore” (che nei paesi di lingua latina vincerà il “Grammy Ascap”, vendendo oltre tre milioni di copie), spiccano il singolo di successo “Notte chiara” (molto trasmesso dalle radio), sigla dello sceneggiato tv “Cara a cara”, e canzoni raffinate come “Tu che ne sai” e “Vincenzo”. Tra le partecipazioni, si ricorda quella ad una trasmissione musicale di grande successo: “L’orecchiocchio”.
Concluso il rapporto con la RCA, Nino firma per la EMI, alla ricerca di nuovi stimoli: a distanza di soli dodici mesi dal disco precedente, viene dato alle stampe il 33 giri intitolato “Nino Buonocore”. La clip della canzone “Soli” è stata sigla di “Domenica In”. Il secondo singolo “Io mi inventerò”, parteciperà a manifestazioni estive come “Saint Vincent”. Il disco e il singolo arrivano nelle Top delle classifiche di vendita.
Alla fine del 1985 si chiude davvero un ciclo e, la nuova fase – che decreterà il successo definitivo – inizia con la collaborazione con il produttore Willy David e con il paroliere Michele De Vitis. Il progetto è di grande respiro, programmato in due anni, e culminato tra il 1987 ed il 1988, con la pubblicazione di ben quattro singoli di successo – nell’ordine: “Rosanna” (Sanremo ’87), “Se fossi in te” (Festivalbar ’87), “Le tue chiavi non ho” (Sanremo ’88), “Con l’acqua alla gola” (Festivalbar ’88) – ed un 33 giri che ad oggi è un piccolo “culto”: “Una città tra le mani”. Per la prima volta si ascoltano determinate sonorità raffinate nella musica di Nino e i crediti dell’album sono di valore eccelso: tra gli altri, Chet Baker alla tromba, James Senese ai sax, Rino Zurzolo al contrabbasso, Rosario Jermano alle percussioni, Leno Landini all’armonica, Vittorio Riva alla batteria, Peppe Sannino alle percussioni, Ernesto Vitolo, Mauro Pagani, i “Chattanooga” e arrangiamenti realizzati insieme al maestro Peppe Vessicchio. L’album resterà oltre tre mesi in classifica. Memorabile la partecipazione al programma televisivo di Renzo Arbore, dal titolo “Doc”, dove Nino suona dal vivo con Chet Baker e Nicola Stilo.
Nel 1987 produce il primo disco degli Avion Travel (“Sorpassando”).
Alla metà dell’anno successivo (1989), inizia il progetto newyorkese: Nino finalmente decide di recarsi negli Stati Uniti per realizzare il nuovo album con quegli straordinari musicisti, da lui sempre pubblicamente elogiati, che hanno fatto parte dell’entourage degli “Steely Dan”: dal re dello “shuffle” Bernard Purdie a Chuck Rainey, Paul Griffin, Ralph Mc Donald e gli italiani Ernesto Vitolo, Joe Amuroso, Savio Riccardi, Nico Di Battista ed altri.
Pubblicato durante la primavera del 1990, “Sabato, domenica e lunedì” resterà in classifica quasi sette mesi, vendendo oltre duecentocinquantamila copie, mentre il singolo “Scrivimi” supererà il totale di cinque milioni di copie vendute (considerando le oltre quindici versioni realizzate nel mondo e quelle italianissime di Anna Oxa e Laura Pausini). Secondo classificato al “Cantagiro” e terzo al “Festivalbar” (un successo notevolissimo, considerando la raffinatezza del progetto che conteneva canzoni come “Abitudini”, “Solo un pò di paura”, “La terra dei diamanti”). Una piccola curiosità: quando stavano già per essere chiuse le “session” del disco, Nino resta molto impressionato da alcuni artisti di strada e compone la canzone “Oi Senorita”, dove suona personalmente la batteria.
Nel disco successivo, del 1992, Nino si riprende la sua intimità, dando vita ad un progetto completamente acustico, realizzato insieme a Celso Valli, pubblicando alcuni tra i suoi “evergreen” di sempre, come “Il mandorlo”, “E non dire”, “Tra le cose che ho”, “Dopo l’amore”. Tra i musicisti: Anthony Jackson, Gregg Bissonette, Paulinho da
Costa, Jay Winding, Luca Jurman. Il disco resterà in classifica per circa sei mesi. Notevoli le partecipazioni al “Festivalbar”, “Azzurro” e “Vota la voce”.
La canzone “Attimi” sarà incisa l’anno seguente da Massimo Ranieri e diverrà uno dei singoli del suo album.
All’inizio del 1993 si chiude il rapporto contrattuale con la EMI, con la pubblicazione della raccolta “Un po’di più”, che contiene anche tre inediti, tra cui “Una canzone d’amore”, presentata al “Festival di Sanremo” di quell’anno. Segue un periodo di grande riflessione, dove Nino cerca di aprire una nuova fase, libero da legami e vincoli contrattuali e commerciali. Inizia una seconda piccola collaborazione con Claudio Mattone e con la “Easy”, che porta alla realizzazione di “Improvvisando”, singolo di successo dei “Neri per caso”, e all’album “Alti e bassi” del 1998, da cui sono estratti i due singoli di grande successo radiofonico “Nemmeno un momento” e “Prima o poi”.
Dopo questo primo tentativo di “affrancarsi”, Nino focalizza ancor più la strada da intraprendere e, all’inizio del 2002, dà vita al progetto del “sestetto”, con la fusione coraggiosa, e musicalmente interessantissima, di musicisti e anime e sensibilità musicali molto diverse, come quella classica, jazz o rock.
Il risultato vede la luce all’inizio del 2004, con la pubblicazione del nuovo disco “Libero passeggero”: il progetto include nove canzoni nuove e nove canzoni del passato rivisitate in chiave jazz. L’accoglienza della critica e del pubblico è notevole.
Tra il 2005 ed il 2007, si susseguono i concerti ed iniziano i lavori del nuovo disco.
Il 2008 vede la pubblicazione del seguito naturale ed atteso di “Libero passeggero”, intitolato “Greatest studio unplugged”, ove Nino ripropone alcune delle altre canzoni significative del passato, “rivisitate in sestetto”, a completamento di un dittico di grandissima qualità.
Il 21 Giugno 2013, a nove anni dal precedente, viene pubblicato il nuovo album di inediti “Segnali di umana presenza”.
Tra il 2013 e il 2020 Nino prosegue il suo percorso di avvicinamento al jazz dedicandosi quasi esclusivamente ai numerosi concerti in giro per l’Italia, continuando a scrivere e ad elaborare nuovi percorsi sempre più segnati da contaminazioni jazzistiche. Si arriva così a chiudere questa fase con la realizzazione del suo primo disco “live” dal titolo “In Jazz”, registrato in occasione di un concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il quartetto (Nino con Antonio Fresa al piano, Antonio DeLuise al contrabbasso e Amedeo Ariano alla batteria), ormai rodato e reduce dai numerosi concerti effettuati, viene integrato per l’occasione da Max Ionata al sax e Flavio Boltro alla tromba, per dar vita ad un happening accolto dalla critica musicale generalista e di settore con grande entusiasmo. È il periodo del Covid durante il quale Nino cerca comunque di diffondere attraverso i pochi “possibili” concerti questa nuova svolta stilistica in maniera ancora più marcata.
Nel 2023 intanto cominciano le session in studio relative ai brani contenuti nel nuovo disco che subiranno poi nel tempo forti modifiche fino ad arrivare alle versioni che ritroviamo in “M.I.S.L.A. (mettiamo in salvo l’amore)” il progetto la cui pubblicazione vede la luce a fine 2025.
